Buona Festa del Genitore Non Gestante! New York propone nuovi termini per i genitori proprio in occasione della Festa del Papà… Il nostro punto di vista
Il parlamento dello Stato di New York ha approvato un disegno di legge che sostituisce i termini "madre" e "padre" con locuzioni cliniche come "genitore gestante" e "genitore non gestante". I vescovi di New York hanno definito questa misura un affronto ai fondamenti della famiglia. La questione più profonda — da tempo al centro della riflessione della psicologia, dell'antropologia e dell'antropologia cattolica — è quella che riguarda ciò che accade all'essere umano quando il linguaggio che dà nome alle sue relazioni più formative viene sistematicamente cancellato dalla vita pubblica.

Quando le Parole Cancellano i Ruoli: Cosa Significa per l'Identità Familiare e la Salute Psicologica la Legge sul Linguaggio Gender-Neutral di New York
Il linguaggio non è neutro. Non lo è mai stato. Ogni civiltà che ha resistito nel tempo ha compreso, a qualche livello, che le parole usate per descrivere i legami umani più fondamentali non sono mere comodità amministrative, ma strutture portanti della cultura, dell'identità e della formazione psicologica. Quando il parlamento dello Stato di New York ha approvato il disegno di legge S9316, a inizio giugno 2025, sostituendo le parole «madre» e «padre» con i termini «genitore gestante» e «genitore non gestante», non ha semplicemente aggiornato un vocabolario burocratico. Ha preso parte a qualcosa di ben più grave: la graduale dissoluzione dell'architettura simbolica attraverso cui le persone umane comprendono chi sono e da dove vengono.
La Conferenza Cattolica dello Stato di New York ha risposto il 10 giugno con un memorandum emesso a nome dei vescovi, definendo la legislazione «politicamente orientata» e «inutile». I vescovi sono stati diretti: «La verità è che le madri sono madri e i padri sono padri. Le parole contano, e modifiche così radicali al linguaggio normativo non fanno altro che svuotare di significato questi ruoli nella nostra società». Hanno esortato la governatrice Kathy Hochul a porre il veto al disegno di legge, avvertendo che il suo «effetto complessivo sarà quello di deridere il fondamento della famiglia».
L'Architettura dell'Identità Inizia dai Nomi
La psicologia dello sviluppo ha da tempo riconosciuto che i bambini non si limitano a vivere all'interno delle famiglie: comprendono se stessi attraverso la famiglia. I ruoli di madre e padre non sono categorie intercambiabili di funzioni di cura. Rappresentano realtà relazionali differenziate che plasmano il modo in cui il bambino sperimenta la protezione, la cura, l'autorità e l'amore.
Quando la legge ribattezza la «madre» come «genitore gestante», riconfigura un essere umano come una funzione biologica. La parola «gestante» descrive un processo, non una persona. La maternità, come è stata intesa in quasi ogni cultura della storia umana, è un insieme complesso di relazione, responsabilità, identità e amore che ha origine nella biologia ma la trascende ampiamente. Ridurla a un evento fisiologico non è precisione. È impoverimento.
La stessa logica vale per la paternità. «Genitore non gestante» definisce il padre esclusivamente per ciò che non fa. La paternità, in ogni seria analisi antropologica e psicologica, porta con sé una propria impronta relazionale insostituibile: l'introduzione del figlio al mondo al di là della diade, la testimonianza di un'autorità che non è dominio, la forma specifica di protezione e di sfida che la presenza paterna offre. Chiamare tutto questo «non gestante» non è neutro. È la cancellazione di un ruolo attraverso la negazione.
La Prospettiva Antropologica Cattolica
La concezione cristiano-cattolica della persona sostiene che gli esseri umani sono fondamentalmente relazionali. La persona non è un'unità isolata di autonomia che entra nelle relazioni solo in un secondo momento: la persona è costituita dalla relazione. La famiglia non è una tra le tante possibili forme di convivenza. È la scuola primaria dell'umanità, la prima comunità in cui la persona impara cosa significa dare e ricevere, conoscere ed essere conosciuta, appartenere ed essere responsabile.
Questo non è sentimentalismo confessionale. Gli studi sulle esperienze infantili avverse identificano costantemente l'instabilità familiare e l'assenza di figure genitoriali tra i predittori più significativi di difficoltà psicologiche a lungo termine. I ruoli simbolici di madre e padre non sono ornamenti culturali. Sono necessità psicologiche. Eliminarli dal linguaggio pubblico non rende le famiglie più uguali. Rende la realtà psicologica e sociale della famiglia più difficile da pensare, da descrivere e, quindi, da sostenere.
Linguaggio, Legge e Immaginario Sociale
Le leggi non regolano soltanto i comportamenti. Plasmano le categorie attraverso cui una società comprende se stessa. I vescovi hanno osservato che la legislazione investe ampie porzioni del diritto di New York, tra cui il Family Court Act, le leggi sui rapporti familiari, la normativa sui servizi sociali, le disposizioni sul mantenimento dei figli e la legge sull'istruzione. Non si tratta di un aggiustamento tecnico circoscritto. È un riorientamento pervasivo del modo in cui lo Stato parla della comunità umana più elementare.
I vescovi si sono mostrati espliciti nella loro preoccupazione: ciascuno di questi interventi, considerati nel loro insieme, rischia di ridurre donne e bambini a categorie strumentali — a contenitori, a merci — anziché affermare la loro inalienabile dignità di persone. Ridurre la maternità alla gestazione non è una liberazione dalla biologia. È l'imposizione di una cornice puramente biologica su un'esperienza che la trascende a ogni livello.
Una Prospettiva per il Futuro
I vescovi di New York hanno concluso con un appello a riconoscere ciò che è in gioco: «Dobbiamo invertire la rotta e riconoscere l'importanza tanto delle madri quanto dei padri, e perseguire cambiamenti che sostengano davvero le donne e le famiglie». Non è nostalgia. È l'insistenza che le categorie attraverso cui gli esseri umani comprendono le loro relazioni più formative siano protette dalla riduzione e dalla cancellazione.
La questione di come una società nomina i legami che costituiscono le persone — come onora i ruoli che plasmano l'identità e protegge la ricchezza simbolica della vita familiare — è in definitiva una questione sul tipo di esseri umani che una cultura intende formare. Una civiltà che non sa nominare le proprie madri e i propri padri farà fatica a diventare tale. La concezione cattolica della persona, radicata nella convinzione che ogni essere umano sia fatto per la relazione, per l'amore e per la trascendenza, offre un quadro di riferimento per vedere con chiarezza, nominare con verità e sostenere la fioritura umana in tutta la sua complessità.
P.S. «#1 Genitore Non Gestante» non si presta granché a una tazza... né a un fermacravatta, a dire il vero — per quanto accattivante possa sembrare la formula.