San Gregorio Magno

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San Gregorio Magno
«Ma è zoppo quell'uomo che vede bene in quale direzione dovrebbe andare, ma, per debolezza di volontà, non riesce a percorrere pienamente il cammino di vita che ha davanti a sé; perché, finché un'abitudine instabile non si eleva a uno stato stabile di virtù, i passi della condotta non seguono efficacemente il fine del desiderio. Per questo Paolo dice: "Rinvigorite le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire…"» (Eb 12,12-13). [1] San Gregorio Magno nacque a Roma nel 540 d.C. Cresciuto in un ambiente di santità, suo padre era un funzionario della Chiesa, mentre sua madre e due sue zie, donne di straordinaria devozione, furono in seguito canonizzate. La famiglia era di stirpe aristocratica, nota per i vasti possedimenti terrieri e per la partecipazione al governo di Roma. La formazione di san Gregorio fu profondamente radicata nel diritto, nella religione, nella grammatica, nella retorica e nelle questioni della vita pubblica. A trent'anni ricopriva una delle cariche più prestigiose per un giovane, quella di prefetto di Roma, alla quale tuttavia rinunciò per farsi monaco. Dopo la morte del padre, donò i beni di famiglia fondando sette monasteri e si ritirò alla vita religiosa. Nel giro di quattro anni, il papa lo inviò a Costantinopoli come diacono e ambasciatore. Circa un decennio dopo tornò a Roma e riprese la guida dei monasteri come abate. Alla morte di papa Pelagio II, san Gregorio fu eletto suo successore. Era un'epoca in cui la Chiesa e lo Stato si trovavano all'apice del loro potere medievale. San Gregorio assunse il governo della sfera ecclesiastica, compito di altissima responsabilità. Vi dispiegò pienamente le sue capacità di amministratore, gestendo con sapienza i beni, le finanze e il personale. Grazie alla sua autorità papale, intessé relazioni con le Chiese di Spagna, Gallia, Africa e Britannia, oltre che con le Chiese orientali. Elaborò una regola di vita per i vescovi e avviò un intenso ministero della predicazione. Le sue omelie attiravano folle numerose grazie all'uso di episodi vivaci e di metafore concrete e accessibili. Instancabile fino alla fine, fu autore prolificissimo di opere spirituali: compose migliaia di lettere, sermoni e commentari. San Gregorio è venerato come uno dei Quattro Grandi Dottori della Chiesa, insieme a sant'Agostino, sant'Ambrogio e san Girolamo. [2][3] A cura di Sarah Ciotti Revisione teologica di fr. Hugh Feiss, OSB, STD [1] San Gregorio Magno, Regola pastorale, 591, www.ccel.org. [2] Catholicpedia: The Original Catholic Encyclopedia (1917) per iPhone, iPad e iPod Touch. Voce: «San Gregorio Magno». [3] Catholicpedia: The Original Catholic Encyclopedia (1917) per iPhone, iPad e iPod Touch. Voce: «Dottori della Chiesa». Grazie per aver pregato con noi. Se ne senti la chiamata, la tua offerta quaresimale aiuta a portare questa preghiera a più cuori e in più lingue. Contribuisci ora