San Nicola
Feast · December 6Optional memorialColor · white

La venerazione con cui questo santo è stato onorato sia in Oriente che in Occidente, il numero di altari e chiese eretti in sua memoria, e le innumerevoli storie legate al suo nome testimoniano qualcosa di straordinario in lui. Eppure l'unico fatto della vita di Nicola di cui possiamo essere assolutamente certi è che fu vescovo di Myra nel quarto secolo. Secondo la tradizione, nacque a Patara, in Licia, una provincia dell'Asia Minore meridionale dove san Paolo aveva seminato la fede. Myra, la capitale, era sede di un vescovado fondato da san Nicandro. I resoconti su Nicola tramandati dalla Chiesa greca affermano tutti che fu imprigionato durante il regno di Diocleziano, le cui persecuzioni, finché durarono, furono condotte con grande ferocia. Circa vent'anni dopo comparve al Concilio di Nicea,[1] per unirsi alla condanna dell'arianesimo. Ci viene anche riferito che morì a Myra e fu sepolto nella sua cattedrale. Attorno a Nicola si è accumulata una tale abbondanza di letteratura che siamo giustificati nel riportare brevemente alcune delle tradizioni popolari, che per lo più risalgono al Medioevo. San Metodio, patriarca di Costantinopoli verso la metà del nono secolo, scrisse una vita del santo dichiarando che «fino a oggi la vita dell'illustre pastore è rimasta sconosciuta alla maggior parte dei fedeli». Erano trascorsi quasi cinquecento anni dalla morte del buon san Nicola, e il racconto di Metodio doveva quindi fondarsi più sulla leggenda che sui fatti.
Ci viene detto che fu allevato molto bene da genitori pii e virtuosi, che lo misero a studiare i libri sacri all'età di cinque anni. I suoi genitori morirono mentre era ancora giovane, lasciandogli un discreto patrimonio, che egli decise di destinare a opere di carità. Ben presto si presentò un'occasione. Un cittadino di Patara aveva perso tutti i suoi averi e le sue tre figlie non riuscivano a trovare marito a causa della loro povertà. Disperato, il misero padre stava per avviarle a una vita di disonore. Quando Nicola venne a saperlo, prese un sacchetto d'oro e di notte lo gettò attraverso una finestra aperta della casa dell'uomo. Era la dote per la figlia maggiore, che fu presto data in sposa. Nicola fece lo stesso per la seconda e poi per la terza figlia. In quest'ultima occasione il padre stava vegliando presso la finestra e travolse il suo giovane benefattore con la sua gratitudine.
Accadde che Nicola si trovasse nella città di Myra proprio mentre il clero e il popolo si riunivano per eleggere un nuovo vescovo, e Dio li guidò a scegliere lui. Era l'epoca delle persecuzioni di Diocleziano, all'inizio del quarto secolo. Gli autori greci raccontano che allora, come loro guida, «il divino Nicola fu catturato dai magistrati, torturato, poi incatenato e gettato in prigione insieme ad altri cristiani. Ma quando il grande e pio Costantino, scelto da Dio, assunse il diadema imperiale dei Romani, i prigionieri furono liberati dai loro ceppi, e con loro l'illustre Nicola». San Metodio aggiunge che «grazie all'insegnamento di san Nicola, la metropoli di Myra fu la sola a rimanere immune dalla contaminazione dell'eresia ariana, che essa respinse fermamente come un veleno mortale». Non parla della presenza di Nicola al Concilio di Nicea, ma secondo altre tradizioni egli non solo vi partecipò, ma si spinse tanto oltre nella sua indignazione da schiaffeggiare in faccia l'arcieretico Ario! A quel punto, si racconta, fu privato delle insegne episcopali e incarcerato, ma il Signore e sua Madre gli apparvero e gli restituirono sia la libertà che il suo ufficio. Nicola prese anche provvedimenti energici contro il paganesimo. Abbatté molti templi, tra cui quello della dea greca Artemide, che era il principale santuario pagano della regione.
Nicola era anche il protettore del suo popolo negli affari temporali. Il governatore era stato corrotto per condannare a morte tre uomini innocenti. Nel giorno fissato per la loro esecuzione Nicola fermò la mano del boia e li liberò. Si rivolse poi al governatore e lo rimproverò con tale fermezza che questi si pentì. Quel giorno si trovavano presenti tre ufficiali imperiali, Nepoziano, Urso ed Erpilione, in viaggio verso la Frigia per il loro servizio. In seguito, al loro ritorno, furono imprigionati con false accuse di tradimento dal prefetto, il quale ottenne dall'imperatore Costantino l'ordine di farli uccidere. Nella loro estrema necessità si ricordarono della passione per la giustizia del vescovo di Myra e pregarono Dio di intercedere per loro. Quella notte Nicola apparve a Costantino in sogno, ordinandogli di liberare i tre ufficiali innocenti. Il prefetto ebbe lo stesso sogno, e al mattino i due uomini confrontarono le loro visioni, poi interrogarono gli ufficiali accusati. Saputo che avevano pregato per l'intercessione di Nicola, Costantino li liberò e li inviò dal vescovo con una lettera chiedendogli di pregare per la pace del mondo. In Occidente la storia assunse forme sempre più fantastiche; in una versione i tre ufficiali divennero infine tre bambini, uccisi da un oste e messi in una vasca di salamoia, da cui Nicola li trasse in salvo riportandoli in vita.
Le tradizioni concordano tutte nel dire che Nicola fu sepolto nella sua città episcopale di Myra. Al tempo di Giustiniano, circa due secoli dopo, la sua festa veniva celebrata e una chiesa era stata edificata sopra la sua tomba. Le rovine di questa basilica a cupola, che sorgeva nella pianura dove era costruita la città, furono portate alla luce nel diciannovesimo secolo. L'immensa popolarità del santo è testimoniata da uno scrittore anonimo del decimo secolo che afferma: «L'Occidente come l'Oriente lo acclamano e lo glorificano. Dovunque vi siano uomini, in campagna e in città, nei villaggi, nelle isole, nelle parti più remote della terra, il suo nome è venerato e chiese sono erette in suo onore». Nel 1034 Myra fu presa dai Saraceni. Diverse città italiane pianificarono di impossessarsi delle reliquie del celebre Nicola. I cittadini di Bari le trafugarono infine nel 1087 dai legittimi custodi greci e dai loro dominatori musulmani. A Bari fu rapidamente edificata una nuova chiesa e papa Urbano II fu presente alla traslazione delle reliquie. La devozione a san Nicola crebbe ulteriormente e molti miracoli furono attribuiti alla sua intercessione.
L'immagine di san Nicola comparve spesso sui sigilli bizantini. Gli artisti lo raffiguravano di solito con i tre bambini in una vasca, oppure mentre gettava un sacchetto d'oro attraverso una finestra. In Occidente è stato spesso invocato dai prigionieri, e in Oriente dai marinai. Una leggenda vuole che durante la sua vita sia apparso al largo delle coste della Licia ad alcuni naviganti in balia della tempesta che avevano invocato il suo aiuto, e li abbia condotti sani e salvi in porto. I marinai dei mari Egeo e Ionio avevano la loro «stella di san Nicola» e si auguravano buon viaggio con le parole: «Che san Nicola tenga il timone».
Dalla leggenda dei tre bambini potrebbe derivare la tradizione del suo amore per i fanciulli, celebrata in contesti sia profani che religiosi. In molti luoghi vi era una volta all'anno una solenne investitura di un «vescovo bambino». In Germania, Svizzera e Paesi Bassi si facevano doni ai bambini a Natale nel nome di san Nicola. I coloni protestanti olandesi di New Amsterdam resero questa usanza popolare al di là dell'Atlantico. Il santo orientale fu trasformato in un mago nordico (San Nicola — Sint Klaes — Babbo Natale). La sua popolarità raggiunse il culmine in Russia, dove lui e sant'Andrea erano i patroni nazionali. Non v'era chiesa che non avesse qualche forma di altare in onore di san Nicola, e la Chiesa ortodossa russa celebra persino la festa della traslazione delle sue reliquie. In epoca zarista giungevano a Bari tanti pellegrini russi che il governo russo vi manteneva una chiesa, un ospedale e un ospizio. San Nicola è anche patrono della Grecia, della Puglia, della Sicilia e della Lorena, di molte città e diocesi. A Roma la basilica di san Nicola fu fondata già tra la fine del sesto e l'inizio del settimo secolo. Nel tardo Medioevo quattrocento chiese gli furono dedicate nella sola Inghilterra. I simboli di san Nicola sono i bambini, la mitra e una nave.[2]
Note:
[1] Nicea era una città della Bitinia, nell'attuale Turchia nordoccidentale, a breve distanza a sud di Costantinopoli. Il Concilio di Nicea, del 325, fu il primo concilio ecumenico della Chiesa, convocato dall'imperatore Costantino per raggiungere un accordo sulle questioni di fede.
[2] Il testo è tratto da «Lives of Saints», pubblicato da John J. Crawley & Co., Inc.
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